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	<title>Art&#38;Me &#187; Thoughts</title>
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	<description>Photography &#124; Web Design &#124; Graphic</description>
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		<title>Somewhere Sofia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 19:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, l&#8217;ho visto, appena uscito al cinema, pazzesco. Somewhere, l&#8217;ultimo film di Sofia Coppola, è stato appena presentato al festival del cinema di Venezia ed è uscito nei cinema venerdì. Applausi dei giornalisti alla proiezioni, la garanzia di una regista (Il giardino delle vergini suicide, Lost in Translation, Marie Antoinette)&#8230;eppure il risultato è stato così, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/somewhere.png" rel="lightbox[740]"><img class="aligncenter size-full wp-image-744" title="somewhere" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/somewhere.png" alt="" width="550" height="288" /></a></p>
<p>Sì, l&#8217;ho visto, appena uscito al cinema, pazzesco. <em>Somewhere</em>, l&#8217;ultimo film di Sofia Coppola, è stato appena presentato al festival del cinema di Venezia ed è uscito nei cinema venerdì.</p>
<p>Applausi dei giornalisti alla proiezioni, la garanzia di una regista (<em>Il giardino delle vergini suicide</em>, <em>Lost in Translation</em>,<em> Marie Antoinette</em>)&#8230;eppure il risultato è stato così, cioè, boh.</p>
<p>In  realtà penso sia uno di quei film che dovresti guardare e apprezzare per quello che è, ma è più forte di me cercare di capirlo, probabilmente anche perchè le aspettative erano alte.</p>
<p><strong>Cosa mi è piaciuto</strong></p>
<p>Elle Fanning, la figlia del protagonista, è bravissima (e probabilmente tutti i figli Fanning si suicideranno entro i 25 anni); la fotografia è veramente stupenda; la scena della piscina, sì quella che si vede in parte nel trailer, è estremamente comunicativa e probabilmente in quei 3 minuti è racchiuso il significato del film; i silenzi; Benicio Del Toro, le scene girate nell&#8217;hotel; le spogliarelliste gemelle.</p>
<p><strong>Cosa non mi è piaciuto</strong></p>
<p>Stephen Dorff, il protagonista, non è del tutto credibile; il voler raccontare la storia &#8220;anche i ricchi piangono&#8221;; il perchè e il per come di alcuni &#8211; molti &#8211; personaggi; il mostrare troppo la ferrari, il mac, la wii;  la colonna sonora; Laura Chiatti; il poco spazio che viene dato alla figlia; (il doppiaggio italiano).</p>
<p>È una storia banale, a tratti molto bella, a tratti molto inspida.<br />
Da vedere, evitando di farsi troppe domande come ho fatto io.</p>
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		<title>quando un&#8217;estate non basta</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 17:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;estate che non è finita, ma che ormai è finita. Quando è stata l&#8217;ultima estate che sono stata tre mesi di fila in vacanza? Boh forse mai. Durante il periodo scolastico c&#8217;erano da fare i compiti. Durante il periodo universitario c&#8217;era da preparare gli esami. Sì ok, ma i ritmi erano diversi, i tempi erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/bryenh/4871583248/"><img class="aligncenter size-full wp-image-717" title="our blue lagoon" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/4871583248_4e1e2d32bb_z.jpg" alt="" width="581" height="388" /></a></p>
<p>Un&#8217;estate che non è finita, ma che ormai è finita.</p>
<p>Quando è stata l&#8217;ultima estate che sono stata tre mesi di fila in vacanza? Boh forse mai.<br />
Durante il periodo scolastico c&#8217;erano da fare i compiti.<br />
Durante il periodo universitario c&#8217;era da preparare gli esami.</p>
<p>Sì ok, ma i ritmi erano diversi, i tempi erano più dilatati, ma soprattutto ci si creava dei problemi per nulla.</p>
<p>Ormai sono entrata nella &#8220;sfera professionale&#8221; da tre anni e le ferie si sono ridotte, naturalmente. Due settimane vissute al massimo, piene di tutto, ma che non bastano. Perchè poi torni al lavoro più stanca di prima, ma devi andare avanti per poter riuscire ad avere quello che vuoi. Che sia la vacanza sognata della prossima estate, una cena fuori, una casa mia. E a me tutto questo fa incazzare.</p>
<p>Dicono che &#8220;ciò che non uccide fortifica&#8221;. Io sono più per dire &#8220;ciò che non uccide indebolisce, soprattutto se quel ciò è tanto, forse troppo&#8221;.</p>
<p>Ma so anche che lamentarsi non porta lontano, così un bel respiro e via sott&#8217;acqua.<br />
Resistere.<br />
Darsi una spinta.<br />
Riemergere.<br />
Respirare.</p>
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			<media:title type="html">our blue lagoon</media:title>
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		<title>di mare, di sole, di cibo, di vino, di noi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco. Ci siamo. La partenza è vicina, vicinissima. Dire che sono arrivata al limite è dire veramente poco. Quest&#8217;inverno (sì lo so che l&#8217;inverno dura tre mesi, ma per me dura da ottobre ad aprile) io e lui siamo riusciti a muoverci e spostarci, prima Londra, poi Barcellona, ma una vera vacanza, di quelle che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/DSC_4257_a-2-copia.jpg" rel="lightbox[701]"><img class="aligncenter size-full wp-image-700" title="you" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/DSC_4257_a-2-copia.jpg" alt="" width="581" height="296" /></a></p>
<p>Ecco.</p>
<p>Ci siamo.</p>
<p>La partenza è vicina, vicinissima. Dire che sono arrivata al limite è dire veramente poco. Quest&#8217;inverno (sì lo so che l&#8217;inverno dura tre mesi, ma per me dura da ottobre ad aprile) io e <a href="http://disconnesso.com/" target="_blank">lui</a> siamo riusciti a muoverci e spostarci, prima Londra, poi Barcellona, ma una vera vacanza, di quelle che parti, non fai nulla e torni dopo otto giorni abbronzata, magra e bella era da parecchio che non me la facevo. E ne ho proprio bisogno. Soprattutto dopo i vari problemi di salute che ho avuto.</p>
<p>Vivremo di mare, di sole, di cibo, di vino e di noi.</p>
<p>Ora bisogna solo stringere i denti per altri cinque giorni, poi staccare tutte le spine (mentali e fisiche), salire in macchina e partire.</p>
<p>Ci siamo.</p>
<p>Ecco.</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">you</media:title>
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		<title>primoluglioduemilaedue</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[(via modern_classic) Otto anni fa, oggi, ero davanti ad una cattedra. Per il mio esame di maturità. È incredibile come una sola giornata della propria vita rimanga impressa così nella mente. E non rimangono solo i ricordi, rimangono anche le sensazioni. La paura. L&#8217;ansia. L&#8217;adrenalina. La felicità nel sapere che stai chiudendo un capitolo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/modern_classic/4202447740/#/"><img class="alignnone size-full wp-image-626" title="The Visitor #8 (158/365)" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/4202447740_3bb8d66a8f_z.jpg" alt="" width="582" height="471" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #c0c0c0;">(via<strong id="yui_3_1_0_1_12779695557113011"> <a id="yui_3_1_0_1_12779695557112443" href="http://www.flickr.com/photos/modern_classic/">modern_classic</a></strong>)</span></p>
<p>Otto anni fa, oggi, ero davanti ad una cattedra. Per il mio esame di maturità.</p>
<p>È incredibile come una sola giornata della propria vita rimanga impressa così nella mente. E non rimangono solo i ricordi, rimangono anche le sensazioni. La paura. L&#8217;ansia. L&#8217;adrenalina. La felicità nel sapere che stai chiudendo un capitolo per iniziarne un altro.</p>
<p>Quel primo luglio del duemilaedue iniziavano gli orali nella mia scuola e io fui la prima. I corridoi erano ancora deserti. C&#8217;era molto silenzio. E io ero lì. Con la mia tesina sulla realtà e sull&#8217;apparenza. Pirandello, Nietzsche , De Chirico, Oscar Wilde, erano tutti lì con me. C&#8217;era anche Dante con il secondo e il terzo canto del Paradiso, <em>&#8220;per ch&#8217;io dentro a l&#8217;error contrario corsi/a quel ch&#8217;accese amor tra l&#8217;omo e &#8216;l fonte&#8221;</em>.</p>
<p>Sì c&#8217;eravamo proprio tutti.</p>
<p>E tutti uscimmo da quella stanza con mille dubbi, sapendo di aver fatto una bella figura, ma consapevoli di esserci dimenticati cose importanti che i professori ripeterono più e più volte durante l&#8217;anno.</p>
<p>Pirandello, Nietzsche , De Chirico sono ancora qua e continuano ad accompagnarmi in questo percorso di continui cambiamenti e scoperte, del resto vivere vuol dire questo, no?</p>
<p><em>&#8220;Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente.&#8221; (Pirandello, dal saggio Umorismo, pubblicato nel 1908)</em></p>
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			<media:title type="html">The Visitor #8 (158/365)</media:title>
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		<title>Giro di boa</title>
		<link>http://www.giulyart.it/thoughts/giro-di-boa/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 16:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro mercoledì come tanti Un&#8217;altra visita, l&#8217;ennesima, prenotata per la prossima settimana. Una guida per Parigi comprata troppo presto. Le vacanze fin troppo lontane. Tante chiacchere in giro. Voglia di non fare nulla. Sport iniziati a giugno. Un&#8217;estate alle porte. Foto da pubblicare. Voglia di cambiare. Storie da scrivere. Crisi fotografica. Insoddifazioni. Sonno. Me. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.flickr.com/photos/bryenh/4653394365/"><img class="aligncenter size-full wp-image-549" title="Remei universal per a tot." src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/4653394365_6d754f3d09_b.jpg" alt="" width="582" height="386" /></a>Un altro mercoledì come tanti </em></p>
<p>Un&#8217;altra visita, l&#8217;ennesima, prenotata per la prossima settimana.</p>
<p>Una guida per Parigi comprata troppo presto.</p>
<p>Le vacanze fin troppo lontane.</p>
<p>Tante chiacchere in giro.</p>
<p>Voglia di non fare nulla.</p>
<p>Sport iniziati a giugno.</p>
<p>Un&#8217;estate alle porte.</p>
<p>Foto da pubblicare.</p>
<p>Voglia di cambiare.</p>
<p>Storie da scrivere.</p>
<p>Crisi fotografica.</p>
<p>Insoddifazioni.</p>
<p>Sonno.</p>
<p>Me.</p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Remei universal per a tot.</media:title>
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		<title>Collezione primavera estate 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 16:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Barcelona]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[photo by hernameisali Eccoci. Ci siamo. Mercoledì prossimo (sempre che Eyjafjallajökul ce lo permetterà) si va a Barcellona. Principalmente ci si va per vivere finalmente il regalo di compleanno che ho fatto a lui. Dopo cinque mesi. Sì, perchè a noi i regali convenzionali non piacciono. Il Primavera Sound sarà un&#8217;esperienza tutta nuova per me. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/hernameisali/3635372163/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-537" title="3635372163_2c3a635ba8_o" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/3635372163_2c3a635ba8_o.jpg" alt="" width="581" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #c0c0c0;">photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/hernameisali/3635372163/" target="_blank">hernameisali</a></span></p>
<p>Eccoci. Ci siamo.</p>
<p>Mercoledì prossimo (sempre che Eyjafjallajökul ce lo permetterà) si va a Barcellona. Principalmente ci si va per vivere finalmente il <strong><a href="http://www.primaverasound.com" target="_blank">regalo di compleanno</a></strong> che ho fatto a <strong><a href="http://www.disconnesso.com/" target="_blank">lui</a></strong>. Dopo cinque mesi. Sì, perchè a noi i regali convenzionali non piacciono.</p>
<p>Il Primavera Sound sarà un&#8217;esperienza tutta nuova per me. Un qualcosa come 200 gruppi che si alterneranno sui palchi del Parc del Forum (e in altri posti sparsi di Barcellona). Built to Spill, Florence &amp; The Machine, Polvo, The New Pornographers, Cocorosie, Spoon, Wilco, Panda Bear, Pixies, Yeasayer, Broken Social Scene, Pavement.</p>
<p>Per non parlare della ciudad con i suoi colori, la paella, i centrifugati della Boqueria, il pesce fresco, la Rambla, Gaudì. Proveremo a vivercela un pochino.</p>
<p>Non vedo l&#8217;ora.</p>
<p>Nel frattempo pare che anche la settimana di vacanza estiva sia definita. Prima dovevamo andare là, poi avevamo pensato di andarcene laggiù, alla fine abbiamo deciso per lì. Sarà una settimana all&#8217;insegna del mare, del sole e del cibo.</p>
<p>Poi ci sono progetti nuovi che stanno per iniziare, la decisione di iniziare a prendermi un po&#8217; di tempo per me, un maggio che non è maggio, le diete naziste, foto che devono essere consegnate e foto che devono essere fatte.</p>
<p>Insomma, il ritmo qui è sempre elevatissimo, ma si sorride. Si sorride sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[porcelain]</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[guarda la foto su flickr Un altro lunedì andato così. Un altro lunedì in cui ci si sveglia con le migliori intenzioni e con tutti i buoni propositi, e poi lo si finisce ricoperti di merda. Completamente. Un altro lunedì in cui si ha bisogno solo di aria e di sole. Ma non il sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/3182986199_3570f5ff31_b.jpg" rel="lightbox[465]"><img class="aligncenter size-full wp-image-471" title="[porcelain]" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/3182986199_3570f5ff31_b.jpg" alt="" width="599" height="599" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/bryenh/3182986199/" target="_blank">guarda la foto su flickr</a></p>
<p>Un altro lunedì andato così.<br />
Un altro lunedì in cui ci si sveglia con le migliori intenzioni e con tutti i buoni propositi, e poi lo si finisce ricoperti di merda.<br />
Completamente.</p>
<p>Un altro lunedì in cui si ha bisogno solo di aria e di sole. Ma non il sole che sta in cielo, quello per fortuna c&#8217;è. È il sole dentro quello che, arrivati alla sera, non c&#8217;è più. Mi chiedo quanto possa essere salutare continuare ad accumulare stanchezza e stress e problemi.</p>
<p>E pensieri.</p>
<p>Uno cerca di prendersi quello che pensa di meritarsi con le buone, con le cattive, ma poi non riesce mai ad afferarlo, a poter urlare al mondo: &#8220;Ce l&#8217;ho fatta, l&#8217;ho preso!&#8221;. No, stiamo sempre qua, il lunedì sera a cercare il modo migliore di risolvere le cose, consapevoli che tanto, se riusciremo a farcela, sarà solo passando per la strada più tortuosa e faticosa. Perchè? Perchè ormai funziona così.</p>
<p>È la vita, dicono. Ma che senso ha vivere una vita che non ti appartiene senza riuscire a respirare?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giulia ne la &#8220;Tana dei cretini&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Photography]]></category>
		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Photoshow 2010, Roma Non volevo scrivere questo post, non volevo scrivere le solite parole femministe, non sono una femminista e mi odio per quello che andrò a scrivere, ma purtroppo sono stanca. Stanca di come noi donne veniamo trattate nel mondo della fotografia. La cosa brutta non è il trattamento che riceviamo dai non addetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/2411182198_5d5391507a_b.jpg" rel="lightbox[454]"><img class="aligncenter size-full wp-image-456" title="mary jane" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/2411182198_5d5391507a_b.jpg" alt="" width="602" height="516" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #c0c0c0;">Photoshow 2010, Roma</span></p>
<p>Non volevo scrivere questo post, non volevo scrivere le solite parole femministe, non sono una femminista e mi odio per quello che andrò a scrivere, ma purtroppo sono stanca. Stanca di come noi donne veniamo trattate nel mondo della fotografia.</p>
<p>La cosa brutta non è il trattamento che riceviamo dai non addetti ai lavori, da chi guarda le nostre foto o da chi le giudica, ma di chi ci sta proprio dentro: fotografi e tecnici della fotografia, tutti di sesso maschile (ad esempio ancora ricordo tutte le botte che ho ricevuto da omoni grandi e grossi ai set fotografici del photoshow di due anni fa, per dire eh).</p>
<p>Ieri purtroppo ne ho avuta l&#8217;ennesima conferma, e questa volta ho anche i testimoni, anzi <a href="http://www.disconnesso.com/" target="_blank">il testimone</a>.</p>
<p>Tutti conosciamo il <a href="http://www.giulyart.it/photography/tragedia-tragedia/" target="_blank">piccolo problema</a> che ho avuto con la mia D40, quindi in questi giorni ho chiesto un po&#8217; di preventivi per sistemarla.</p>
<p>Venerdì telefono a questo posto (dopo non aver ricevuto risposta via e-mail), che chiameremo simpaticamente &#8220;La tana dei cretini&#8221;, spiegando il mio problema, per avere in linea di massima una stima di tempi e costi per aggiustarla e mi è stato detto che comunque per telefono non era possibile avere una risposta. Ok, ci può stare, ve la porto. C&#8217;è da dire comunque che qualche giorno prima mio padre (quindi una voce maschile) ha chiamato un altro posto e gli è stato detto senza problemi quanto sarebbe venuto a costare e in quanto tempo l&#8217;avrebbero aggiustata. Vabbè.</p>
<p>Ieri, sacrificando altri impegni, sono riuscita a passare a &#8220;La tana dei cretini&#8221;. Spiego il mio problema alla ragazza che sta al banco, la mia macchina viene passata al laboratorio per capire quale fosse il problema (e toh, era lo stesso che avevo detto io via telefono) e aspetto. Giustamente. Dopo 10 minuti esce la persona che aveva visto la D40 e mi dice (probabilmente parla con me perchè avevo la batteria in mano e il borsone della nikon a tracolla):<br />
«Allora, c&#8217;è da cambiare il display e da pulire il sensore che è parecchio sporco»<br />
<em>Comunque la pulizia non te l&#8217;ho chiesta.</em><br />
E io: «Sì, immaginavo, e quanto viene a costare tutto?»<br />
Lui si gira verso Lucio e dice: «X euro»<br />
<em>Cioè capito? Si gira verso un essere umano maschile. Perchè? Perchè io sono una femminuccia che si è fatta regalare una reflex per accontentare un capriccio? Hai sbagliato, stronzo.</em><br />
Al che io gli chiedo: «E in quanto tempo verrà sistemata»<br />
E questo qua, con un tono abbastanza antipatico: «Quando serve a te?»<br />
<em>Ma che risposta è? Cioè suppongo ci siano dei tempi tecnici per sistemare un oggetto, no?</em><br />
E io, con tono ancora più antipatico: «Anche tutti i giorni in realtà»<br />
E lui, chiaramente un po&#8217; in difficolta: «Ah ok, allora scriveremo che è un lavoro che va fatto urgentemente»<br />
Stringendo stringendo non mi è stato detta una stima sui tempi. Arivabbè.</p>
<p>Io, che ero entrata per avere un preventivo, prendo la mia macchina e dico: «Grazie, allora adesso ci penso».<br />
Questo mi guarda male e io, sbagliando, mi metto anche a giustificarmi sul perchè ci dovevo pensare. Costui saluta simpaticamente con un &#8220;Vabbè, arrivederci&#8221;.</p>
<p>Ora, voi pensate quello che volete, ma io ci scommetto qualsiasi cosa che un uomo di cinquanta anni, se si fosse presentato con il mio stesso problema, non avrebbe ricevuto lo stesso trattamento. Ne sono più che sicura.</p>
<p>Non credo neanche sia stata solo una mia sensazione, ma mi sono sentita di merda uscita da &#8220;Tana dei cretini&#8221;.</p>
<p>Sto ancora decidendo se cambiare corpo macchina, un cambio che comunque era previsto prima o poi, o se farla sistemare. Ma sicuramente a &#8220;Tana dei cretini&#8221; io non ci tornerò più.</p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">ps: come &#8220;promesso&#8221;, oggi ho tolto dalla sidebar la possibilità di donare qualche cosa per sistemare la macchina o eventualmente prenderne una nuova, se ci fosse qualcuno ancora interessato a donare può comunque contattarmi in privato.</span></p>
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		<title>Buffobuffissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Alice in Wonderland è tutto un grande sogno, una favola cupa, un viaggio nell&#8217;immaginario creativo di Tim Burton. In realtà Burton non fa altro che affrontare il classico tema del viaggio di crescita e di consapevolezza di sè, dove c&#8217;è la lotta tra il bene (la Regina Bianca, Anne Hathaway) e il male (la Regina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/aliceinwonderland.jpg" rel="lightbox[429]"><img class="size-full wp-image-432  aligncenter" title="aliceinwonderland" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/aliceinwonderland.jpg" alt="" width="581" height="247" /></a></p>
<p><strong>Alice in Wonderland</strong> è tutto un grande sogno, una favola cupa, un viaggio nell&#8217;immaginario creativo di Tim Burton.</p>
<p>In realtà Burton non fa altro che affrontare il classico tema del <em>viaggio di crescita e di consapevolezza di sè</em>, dove c&#8217;è la lotta tra il bene (la Regina Bianca, Anne Hathaway) e il male (la Regina Rossa, Helena Bonham Carter) e dove ci sono anche i mostri mitologici (il Ciciarampa), insomma nulla che non abbiamo già visto ne <strong>La storia Infinita</strong>, <strong>Il Mago di Oz</strong> o in <strong>Labyrinth</strong>, ma lui, grazie alla sua mente perversamente folle, ci mette del suo e si vede (e si gusta) tutto.</p>
<p>Alice (Mia Wasikowska) ora ha vent&#8217;anni e, per &#8220;fuggire&#8221; dalla sua festa di fidanzamento (tra l&#8217;altro notevolissima la prima parte del film), ripiomba nel Paese delle Meraviglie, lo stesso paese che sogna fin da bambina. Qui si domandano tutti se sia lei la vera Alice, lei stessa cerca di capirlo, per fare avverare o meno la profezia. Ed ecco che inizia questo viaggio alla ricerca della sua <em>moltezza</em>.</p>
<p>La creazione di Burton l&#8217;ho trovata un bell&#8217;omaggio al film della Disney del 1951, che si è prestato benissimo ad essere rivisitato soprattutto visivamente (scenografie e costumi stupendi) dal regista.</p>
<p>Ma non è tutto rose e fiori.</p>
<p>Il 3D è praticamente inutile (e secondo me a tratti fastidioso) e probabilmente neanche studiato troppo bene.</p>
<p>Purtroppo il film appare troppo Johnnycentrico (il Cappellaio Matto, Johnny Depp), mi rendo conto che il sodalizio tra l&#8217;attore e il regista ormai è sempre più forte, ma è Alice la protagonista e non il Cappellaio matto, anche perchè Mia Wasikowska l&#8217;ho trovata perfetta per la parte (è stata una rivelazione, molto brava): bionda, odiosa e stupida, così come l&#8217;Alice del 1951.<br />
Grandi assenti i <a href="http://perso.numericable.fr/wilaubry/images/chansons/grand/C2469.jpg" target="_blank" rel="lightbox[429]">Palmipedon</a>, ero convinta che Tim sarebbe riuscito a inserirli senza problemi nel film, ma non ce n&#8217;è traccia. Sigh.<br />
Solito problema di doppiaggio e traduzioni, ma ormai qua in Italia ci siamo abituati, vero?<br />
Anche la sceneggiatura fa un po&#8217; di buchi qua e là, ma Burton ti trasporta in quel mondo insieme ad Alice e riesce a richiamare la stessa magia di <strong>Edward mani di forbice</strong> o di <strong>Big Fish</strong>.</p>
<p>Quello che ho visto è esattamente quello che mi aspettavo, ho imparato a difendermi dalle strategie commerciali cinematografiche. È una bella favola, sicuramente non la migliore di Burton, ma è da vedere.</p>
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		<title>Vivere senza pensare a quanti soldi hai in tasca non è semplice ma almeno non impossibile *</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Sermoneta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[E così il primo Marzo arrivò. E arrivò anche pesantemente e prepotentemente. Si continua con i buoni propositi, i bicchieri mezzi pieni, i sorrisi e i progetti, ma è difficile quando continuano ad arrivarti mazzate tra capo e collo. Alle volte è proprio difficile respirare. Ma l&#8217;arrivo del primo marzo vuol dire anche che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/2238848128_6ba8376451_b.jpg" rel="lightbox[425]"><img class="size-full wp-image-426  aligncenter" title="thinking about you" src="http://www.giulyart.it/wp-content/uploads/2238848128_6ba8376451_b.jpg" alt="" width="581" height="386" /></a></p>
<p>E così il primo Marzo arrivò. E arrivò anche pesantemente e prepotentemente.</p>
<p>Si continua con i buoni propositi, i bicchieri mezzi pieni, i sorrisi e i progetti, ma è difficile quando continuano ad arrivarti mazzate tra capo e collo. Alle volte è proprio difficile respirare.</p>
<p>Ma l&#8217;arrivo del primo marzo vuol dire anche che la primavera è sempre più vicina. E di conseguenza anche l&#8217;estate. Con le infradito ai piedi, i bicchieri di vino sul lungotevere, i giri in vespa di notte, il mare.</p>
<p>Intanto domani andremo a vedere Alice in Wonderland, pronti a criticarlo se sarà un filmetto per adolescenti (dato che la colonna sonora non promette nulla di buono), ma Tim resterà sempre Tim.</p>
<p>* E con l&#8217;arrivo di marzo ecco che arriva anche il romapopfest (<a href="http://romapopfest.frigopop.com/" target="_blank">link</a>), noi probabilmente faremo un salto sabato sera, in caso ci si vede là.</p>
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